Passa ai contenuti principali

Cantucci e vin Santo, la nostra interpretazione!


Se quando si viene invitati da amici portiamo sempre i nostri cavalli di battaglia, i nostri piatti provati e riprovati, quando ci sono occasioni di festeggiamento "casalingo" ci lanciamo sempre in preparazioni nuove, ispirate dal momento.

Ed é questo il caso di questa torta, sulla scia della bavarese al pandolce..
I dolci liquorosi, alcolici, sono i preferiti di mia sorella e questa nasce proprio dalla voglia di creare un dolce per lei, che non contempla la presenza di cioccolato e vuole rigorosamente una consistenza di tipo pannoso e leggero.

Questa torta é stata ispirata da ricordi di noi bambine: i miei genitori hanno sempre avuto un amore particolare per la regione toscana, tanto da essere stata scelta come meta per il loro viaggio di nozze, e ogni volta che le tempistiche tra lavoro studio e casa ce lo permettevano, ci ritagliavamo un weekend tra le colline di questa meravigliosa regione.
Ricordo i cipressi, con le loro ombre lunghe e affusolate, i viali alberati che conducevano a magnifici casali..
I borghi in tipico stile medievale, da percorrere a piedi, con il naso all'insù osservando torri ed ammirando campanili.
E c'è un dolce che ricordo essere sempre presente nelle nostre valigie, per far durare un po' di più la toscana nei nostri ricordi: i Cantucci.
A Siena tappa fissa per noi era una storica pasticceria, dove ci rifornivamo di ogni varietà di questo dolce toscano e di altre leccornie, come il panforte e i ricciarelli.
Il Cantuccio, biscotto mandorlato e a forma allungata, viene subito abbinato al liquoroso Vin Santo e, in omaggio a tutti quelli che abbiamo mangiato da bimbe, abbiamo pensato a questa Bavarese di Cantucci e Vin Santo.

Ingredienti:
Per il pan di spagna:
1 uovo
40 gr zucchero
40 gr farina
Per la bavarese:
250 ml panna da montare zuccherata
2 tuorli
70 gr zucchero
200 ml latte
3 gr di gelatina in fogli
200 gr cantucci
1 bicchierino di Vin Santo
Per l'aspic: 
100 ml Vin santo
2 fogli di gelatina in fogli
50 gr zucchero
una manciata di mandorle ridotte a lamelle.
In più una tazzina di acqua e Vin Santo con 1 cucchiaino di zucchero per la bagna.

Esecuzione (stampo da 20-22 cm):
Preparare il pan di spagna montando l'uovo con lo zucchero e, una volta che questo sia ben montato, aggiungervi la farina setacciata mescolando dal basso verso l'alto.
Cuocere per una decina di minuti a 180°; sfornare e lasciare raffreddare.
Bagnare con un pennello tutto il pan di spagna con la bagna preparata in precedenza.
Scaldare il latte; nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero, dopo di che versarvi il latte caldo continuando a mescolare.
Scaldare il composto sul fuoco per una decina di minuti, facendolo gonfiare.
Togliere dal fuoco, aggiungervi la gelatina precedentemente ammollata nell'acqua e far intiepidire.
Aggiungervi i cantucci sbriciolati, il Vin Santo e far raffreddare completamente.
Montare la panna zuccherata e aggiungerla al composto, mescolando dal basso verso l'alto.
Versare sul pan di spagna, livellare e fare raffreddare per qualche ora in frigo.
Trascorso questo tempo preparare l'aspic: ammollare in acqua fredda la gelatina; scaldare il Vin Santo con lo zucchero, facendolo sciogliere completamente ed aggiungere la gelatina e le mandorle a lamelle.
Lasciare raffreddare qualche minuto, dopo di che versare sulla bavarese e rimettere in frigo, ancora qualche ora, fino a che la gelatina non si sia rappresa.





Con questa ricetta partecipo al contest "Biscotti d'autore" di Vetrina toscana in collaborazione con Claudio Martini Editore per celebrare la grande tradizione dei biscotti di Prato.
biscotti di prato
E al contest LaMiaToscana di Ibiscottidellazia in collaborazione con VersiliaFormat
http://ibiscottidellazia.blogspot.it/2015/01/la-mia-toscana-un-nuovo-contest-tutto.html 

Commenti

  1. Ragazze è un'interpretazione bellissima :-) Non so cosa darei x fare l'assaggio ^_^
    Grazie x aver partecipato, vi aspetto con la seconda proposta ^_*
    Buona settimana <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Contentissime che ti piaccia, volevamo fare qualcosa di alternativo! ;D
      Arriveremo sicuramente con la proposta salata! ;)
      Un abbraccio e buona settimana anche a te!

      Elimina
  2. Sembra davvero molto molto buona.
    Complimenti!!

    RispondiElimina
  3. Brave, brave, bravissime!!!! Da buona toscana non potevi perdermi tanta bellezza e sono arrivata appena vista la parola "cantucci", mi aspettavo i soliti biscotti e invece voi avete creato una meraviglia, trasformando il più classico e rustico dei dolci toscani in una sofisticata bavarese...ecco quando un brutto anatroccolo diventa cigno!!! davvero complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie tesoro!
      Siamo felici ti piaccia la nostra "trasformazione" di cantucci e vin santo.. E poi detto da una toscana vale di più, no?!?
      Un abbraccionissimo!!
      Smack

      Elimina
  4. Complimentissimi per questo fantastico dolce... golosissimo e tanto invitante!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille! Un modo diverso per presentare i più classici cantucci e vin santo! ^_^

      Elimina
  5. Che meraviglia! Sei bravissima, e io vorrei tanto abbracciarti!!! Un bacio <3

    RispondiElimina
  6. Già leggendo la parola "pannosa" ho sentito un rivolo di golosità salirmi fino alle orecchie!!! Deve essere un carico da novanta di calorie, ma di una goduria unica!!!
    Bravissime

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh beh, diciamo che nella dieta dimagrante forse é meglio non metterla.. Ma per una festa o una ricorrenza é una tortina che ci sta alla grande!! ^_^
      Grazie carissima! Un abbraccio!

      Elimina
  7. sono rimasta in estasi per almeno un paio di minuti ad ammirare questo dolce con tanta voglia di assaggiarlo!! Un abbraccio SILVIA

    RispondiElimina
  8. Cavoli che bella!! Avete avuto un'idea spettacolare, trasformare i cantucci in una torta da alta pasticceria, bravissime!!
    Buon fine settimana, un bacione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie carissime!! Siamo felici vi piaccia!!
      Buon w.w anche a voi!
      Un abbraccio!

      Elimina
  9. Che meraviglia!!! La trovo un'interpretazione meravigliosa!! Una fetta in cambio del banana bread? ;) Deve essere buonissima!!! Complimenti!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sto!!! Cosi mangiamo il banana bread a colazione e questa come dopocena!!
      Grazie carissima!! Ti abbraccio!

      Elimina
  10. Si respira tutta la salubrità dell'aria toscana in questo vostro dolce. Tipicità e genuinità vengono sottolineate in maniera sublime.
    Quanto mi piacerebbe tornarci ne breve... La costa, le isole... Ma ancor di più l'entroterra, con quelle colline a perdita d'occhio, la cucina saporita e naturalmente il buon vino. E l'irresistibile parlata di quei bischeracci.
    Un bacione e a presto
    Lore

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io adoro la Toscana e ispirate dai luoghi e dai gusti abbiamo creato questa rivitazione..!
      E' tutto bellissimo in questa regione, luoghi, mangiare e parlata, hai proprio ragione!! ^_^
      Grazie cara, un abbraccio!

      Elimina
  11. Bravissime a dir poco !!! Bravissime per l'esecuzione perfetta ma soprattutto per la ricetta davvero sorprendente. Vi meritate senza dubbio la vittoria del contest ! in bocca al lupo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma quanto sei carina?! Grazie cara, detto da te, ci riempie di gioia! ^_^

      Elimina
  12. Che meraviglia qusta torta, complimenti hai interpretato i cantucci alla perfezione!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La torta rose di mele per il Calendario del Cibo

La mia prima torta rose l'ho preparata molti anni fa, per festeggiare i primi 6 mesi con la dolce metà. Mi ero impegnata molto poichè sapevo che i dolci così, semplici ed essenzialmente "poco dolci", erano e sono tutt'ora i suoi preferiti. L'avevo preparata disponendo le roselline in uno stampo a cuore, un'amore di ragazza insomma...
Ma ancora non avevo tutta questa esperienza nella pasticceria e ne uscì.. Un mattone. Un vero e proprio mattoncino di pasta lievitata, ma nemmeno troppo lievitata...  E lui se l'era mangiata tutta, povero. 
Dopo quella volta ci sono stati molti tentativi e risultati sempre migliori.
La ricetta è semplice, ma va eseguita rispettando i tempi di lievitazione altrimenti ciò che ne uscirà sarà una pasta dura e poco soffice.
Per la Giornata Nazionale della Torta Rose propongo la mia versione di torta rose, data dall'unione di varie ricette e vari perfezionamenti, arricchita da delle fettine di mele, che nella cottura donano una umidità …

Cinghiale al latte e amicizie di "diversi" anni

Amicizie di diversi anni, o meglio di anni diversi. Nel senso che a volte non è l'età a creare affinità di amicizie, ma i pensieri comuni, il sentire in modo simile.
In questo modo posso definire la mia amicizia con Ivana e Dante. Questi signori sono i genitori di un mio caro amico, Domenico, e abitano sull'appennino Tosco-emiliano.  Non li vedo spesso, ma ogni volta è un piacere trascorrere tempo con loro. Quando riusciamo a ritagliarci qualche giorno, il pensiero è subito a loro e alla volontà di andarli a trovare.
Credo che Ivana sia molto simile a mia nonna Maria, tra le due nonne quella che non ho mai conosciuto, tenace, tosta e caparbia. Con lei condivido gli stessi pensieri, lo stesso amore per la famiglia e per le tradizioni. E' a lei che devo molte ricette della tradizione emiliana, mia origine da parte paterna.
Dante invece è il tipico capo famiglia: autoritario, diretto, ma nel profondo con un grande cuore. Di Dante amo la schiettezza dello sguardo, quello che ti fa capi…

Risotto ai germogli di rovo

Adoro scoprire le ricette di una volta, quelle che facevano le nonne delle nostre nonne, cogliendo nei prati e nei boschi le erbe "antiche", assieme alle quali creavano piatti favolosi.
La cucina degli ingredienti dimenticati; la cucina che purtroppo va sempre più perdendosi, perché tanti, me compresa, alcune piante commestibili non le conoscono e non le sanno riconoscere, perse tra altre mille varietà.
L'esperto delle erbe di campo é mio cognato, nipote di una fantastica cuoca emiliana, il quale ha fatto conoscere aspetti di una cucina ormai sconosciuta a me e mia sorella.. Questo é il periodo in cui si andava nelle "fasce", i nostri terrazzamenti genovesi, o nelle alture dietro al mare, a cogliere ciò che la terra spontaneamente offriva. 
E noi abbiamo rispolverato questa tradizione; questo per noi é il periodo in cui si vanno a riempire i cesti di ortiche, tarassaco e altre erbe spontanee, per trasformarle in piatti appetitosi e succulenti.
L'idea per questa r…