Passa ai contenuti principali

Raieu de brandacujun al sugo di bouillabaisse


Altro giro altro regalo...
Ehm, altro mese altra sfida volevo dire..
Ormai è un appuntamento, un rito a cui non riusciamo più a fare a meno...
Di che parlo? Delle sfide dell'MTChallenge!
Le trovo folgoranti, nel vero senso della parola, perché ogni mese ci mettiamo in gioco un po' di più, ogni mese studiamo e impariamo qualcosa di prezioso.

La ricetta vincitrice dello scorso mese, quella di Monica e Luca del blog Fotocibiamo, mi aveva abbagliata al primo sguardo.
Una genialata, un azzardo da una parte e una bravura altrettanto elevata mi avevo lasciata a bocca aperta.
E la loro scelta per la sfida n°52, da ligure quale solo, non poteva colpirmi ancora di più: i Raieu co-u tuccu o, all'italiana, Ravioli alla genovese
Questa ricetta è di casa in qualsiasi famiglia della Liguria: una pasta ripiena condita con un sugo creato con un pezzo di carne, lasciato sobbollire per ore in salse di pomodoro, e che sarà anche protagonista diretto del ripieno.
Una ricetta che nasce dalla cucina povera, in cui con poco bisognava far tutto.

E la nostra ricetta è nata proprio da quest'idea, dalla cucina povera.
Ed ecco affacciarci alla vicina Francia, in particolare sulla bellissima Marsiglia, per far nostra una ricetta tipica: la Bouillabaisse.
Questo piatto è un piatto molto povero. Esso veniva preparato dai pescatori del luogo con i pesci di scoglio, pesci che sul mercato erano poco richiesti e costavano molto poco.
Con questo "scarto" del mare, i pecheurs crearono una zuppa, che profumava e sapeva di mare a ogni sorso.
E questa è stato il nostro sugo: Pesci cotti a lungo in un fumetto di pesce, tritati e "ristretti" per concentrarne tutto il sapore.

E il ripieno nasce da un'altra usanza povera, questa volta del ponente della Liguria: il Brandacujun.
Questo piatto è realizzato unicamente con patate e stoccafisso (o baccalà), condito con prezzemolo aglio e olio e mescolato attraverso il movimento energico di una pentola che permetteva il disfacimento e l'unione degli ingredienti (da qui il termine brandare che significa scuotere); per la seconda parte del nome rimando a ciò che più sembra orecchiabile, in quanto leggenda narra che questo compito fosse svolto dal più tonto della famiglia.

Nonostante le due ricette siano molto povere, sanno entrambe estrarre dai loro ingredienti un bouquet di sapori unico del suo genere.

La mia preparazione si discosta molto da quella spiegata da Monica e Luca e da quella presentata nell'infografica di Daniela, ma invito comunque alla loro consultazione poiché vi sono consigli preziosissimi sulle cotture lente e la realizzazione dei ravioli

Ingredienti:
Per la pasta:
300 gr farina
3 uova
acqua q.b.
Per il ripieno:
400 gr stoccafisso già ammollato
300 gr patate lessate
aglio e prezzemolo tritati
olio e sale q.b.
Per il sugo:
500 gr pesci di scoglio (pescetti e teste)
3 porri piccoli
1/4 di finocchio
2 pomodori 
4 spicchi di aglio
1 L acqua
1 bicchiere vino bianco
3 tranci di pescatrice
1 tracina
3 triglie
3 pesci prete piccoli o una gallinella

Esecuzione:
Per la pasta:
Impastare la farina con le uova e un pizzico di sale, aggiungendo tanta acqua quanta sarà necessaria per avere un impasto elastico.
Coprire e lasciare riposare 30 minuti coperta da una boule.
Per il ripieno:
Bollire in acqua salata lo stoccafisso.
Scolarlo e,nella medesima acqua, bollire le patate.
A parte tritare aglio e prezzemolo finemente.
Frullare grossolanamente lo stoccafisso e schiacciare con lo schiacciapatate i tuberi.
Unire tutti gli ingredienti regolando eventualmente di sale.   
Per il sugo:
Tagliare a fette il finocchio e i porri; schiacciare gli spicchi di aglio con la loro camicia e mettere tutto a soffriggere in abbondante olio.
Aggiungere tutti i pesci di scoglio, lasciarli cuocere 10 minuti, bagnare il tutto con un bicchiere di vino bianco e cuocere fino a che quest'ultimo non sia tutto evaporato.
Recuperare tutto il fondo, separandolo dai pesci e passare tutto nel passaverdure: in  questo modo tutti i succhi usciranno, dando un gusto unico al sugo.
A parte pulire i pesci per ottenerne tutta la polpa, e passare al passaverdure tutto ciò che resta: anche dalle teste e code otterrete un ottimo fondo.
Rimettere i succhi ottenuti nella pentola, aggiungere i pesci e l'acqua e lasciarli cuocere per 20 minuti.
Una volta che i pesci saranno cotti toglierli dal sugo, pulirli e tenerli da parte.
Filtrare il sugo con un colino a trama grossa per eliminare le eventuali spine e continuare la cottura del sugo fino alla giusta densità (ci vorrà circa un ora e mezza) e a 10 minuti dal temine aggiungere nuovamente la polpa dei pesci(la polpa daovrà essere pulita minuziosamente, poiché molti pesci di scoglio sono ricchi di spine).

Formazione della pasta ripiena:
Stendere la pasta sottilmente (per noi fino al penultimo scatto della macchina per la pasta) ottenendo un lungo rettangolo.
Disporre sul lato più lungo le palline di brandacujun e ripiegare la pasta a libro chiudendo bene ogni raviolo.
Tagliare i ravioli con la rotella zigrinata.

Bollire in acqua abbondante salata i ravioli e condirli con il sugo.
Spolverare con prezzemolo tritato.
Gustare con un ottimo vino bianco.



Con questa ricetta partecipo alla sfida n°52 di MTChallenge

Commenti

  1. Wow, complimenti!!! Avete riprodotto la ricetta in un modo egregio..meritate il10 e lode ^_^
    Buon inizio settimana e a presto <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie carissima!
      Buon inizio settimana anche a te!
      Un abbracciotto

      Elimina
  2. Bellissimo il vostro ripieno ligure che si sposa ad un condimento proveniente da un'altra faccia del Mediterraneo, la vicinissima Provenza.
    Mi piace moltissimo!

    RispondiElimina
  3. Mi sembra di sentire il profumo del mare che arriva dai vostri stupendi ravioli. Avete attinto con saggezza a due ricette povere, una ligure e una provenzale, ed avete unito due tradizioni, cogliendo in pieno il senso della sfida. Bravissime

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si sente, si sente.. Questi ravioli profumano della brezza marina che senti quando osservi il mare seduta sugli scogli! ;)
      Grazie per gli splendidi complimenti, hai compreso perfettamente la nostra idea!

      Elimina
  4. Baccalà e stoccafisso sono tra le pochissime cose che non mangio, ma questa ricetta mi sembra davvero ben studiata ed ottimamente realizzata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, felice che ti piaccia la nostra idea nonostante non incontri i tuoi gusti! ^_^

      Elimina
  5. Hai unito in questi ravioli due tra i piatti che amo di più e che non ho mai preparato a regola d'arte... Mostro che sono. Deliziosi. E ch voglia di Marsiglia mi hai fatto venire :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io li adoro....! E Marsiglia con la sua cucina e i suoi paesaggi è così bella!!! ^_^

      Elimina
  6. Bella proposta! Avete condensato in unico piatto due piatti poveri, uno ligure ed uno appartenente alla tradizione oltralpe trasformandoli in un sontuoso piatto delle feste!!
    Brave davvero..

    Un abbraccio
    monica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Monica, ci siamo ispirate all'idea del raviolo alla genovese, per stravolgerlo, passando dalla carne al pesce...!
      Grazie ancora!

      Elimina
  7. Molto interessante questo brandacujun! non lo conoscevo, ma penso lo proverò perché mi intriga molto. un abbraccio, Lidia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' buonissimo!! Provalo perché nella sua semplicità ha un gusto deciso!
      Un abbraccio!

      Elimina
  8. Non conoscevo affatto questo brandacujun e mi hai molto incuriosita.
    e questa versione di mare della pasta ripiena mi piace tantissimo... brava :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' buonissimo!!!!
      Felice che ti piaccia questa versione marinara del più classico raviolo!

      Elimina
  9. Che bel profumo di Liguria! complimenti!

    RispondiElimina
  10. Anche io non conoscevo il brandacujun, la vostra proposta è davvero speciale!
    Complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, felice di averti fatto scoprire un piatto nuovo!

      Elimina
  11. Della serie: se ne impana una nuova ogni giorno. E poi, una visitina ogni tanto in questo blog è doverosa, strappa sempre un sorriso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie grazie!!! Vieni sempre a trovarci, a noi fa super piacere!

      Elimina
  12. Amo le zuppe di pesce e i pesci cosi detti poveri. Ci vuole veramente amore per la cucina e pazienza per prepararli ma poi il risultato è impagabile.
    Il tuo piatto sa di sapori che amo, chiudo gli occhi e sento l'incantevole sapore di vero mare!
    Brava!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo, spesso i pesci da zuppa sono ricchi di spine, ma hanno un gusto inimitabile...
      Grazie mille!

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tiramisù alla Marilyn Monroe: Mascarpone e lamponi

Partiamo dal più classico dei dolci, quello che piace a tutti e che non stanca mai. Aggiungiamoci un risvolto sexy, per accogliere il tema proposto per Novembre dalla vincitrice dell' Mtchallenge dello scorso mese: la mitica Susy. Cosa può uscirne se non una sfida all'ultimo ciack?
Non sono impazzita, ma semplicemente entusiasta della sfida che Susy ci ha proposto: un tiramisù abbinato a un film o icona sexy. Nel suo post ci illustra la sua ricetta consolidata, lasciando però spazio alla nostra fantasia. Ed infatti inizialmente mi sono spaventata, non trovando la ricetta che potesse calzare per questo tema.. 
Poi ho pensato a lei, alla grandiosa Marilyn Monroe.  Chi se non lei? La ricordiamo in "Quando la moglie va in vacanza" o in "A qualcuno piace caldo", storici e famosissimi film.
Cosa ho messo nel mio tiramisù ispirandomi a lei?  Il rosso del suo rossetto, sempre impeccabile e mai sbiadito. La perfezione dei suoi capelli e del suo viso, candido e mai volgare.
Per…

La Sicilia nel cuore.. e nel piatto: Pasta con tonno, datterini e pesto di pistacchi

La Sicilia, terra dei miei nonni materni, io non l'avevo mai vista. E cosa mi ero persa. Terra di storia, quella antica. Di templi, cattedrali e monumenti. Terra di sapiente cultura culinaria, un mix di etnie, che si sono susseguite, lasciando la loro traccia nei piatti che raccontano quest'isola.
E io non potevo che innamorarmene. Degli usi e costumi, radicati della quotidianità delle persone. Degli accenti e cadenze nel parlare, che a me sono suonati così familiari. Dei modi, che ti fanno sentire come se fossi a casa. Delle storie che ti racconta la gente del luogo, che in quei luoghi ci ha vissuto, lavorato.
Ho imparato in questa vacanza, non ho solo viaggiato. Sono rimasta affascinata dai racconti e ne ho fatto tesoro.
Ho cercato in questa ricetta di riassumere quello che mi è rimasto più nel cuore di questo viaggio:  la tonnara della splendida isola di Favignana, raccontata dal cuore innamorato di un suo lavoratore, Zio Peppe. le saline di Trapani, dove, abbagliati dal sole, si capisc…

Pasta Piselli & Pancetta

D'estate, soprattutto a inizio settimana, dopo un weekend di mare e spiaggia, con pranzi veloci, al sacco, per godersi ogni minuto di sole, mi piace tornare in cucina e cucinare qualcosa di più ricercato e particolare. E se gli ingredienti sono freschi, come i pisellini che ho trovato oggi al mercato, e buoni, come la pancetta con cui ho deciso di accompagnarli, il risultato è garantito. Cottura veloce, per mantenere colori e sapori, e poco altro, giusto uno splendido sole a scaldarci durante il pranzo.
Ingredienti: 250 gr cravattine 200 gr pisellini sgusciati 5 fettine di pancetta piacentina La Rocca 1 cipolla olio extravergine di oliva pepe e sale q.b.
Esecuzione: In una padella antiaderente, con poco olio, soffriggere la pancetta fino a farla diventare croccante. Togliere la pancetta e tenere in caldo. Nella stessa padella aggiungere la cipolla tritata e farla insaporire, soffriggendola dolcemente. Aggiungere i pisellini e far cuocere 5-10 minuti, fino a che essi non risultino teneri. Salare …