Passa ai contenuti principali

Baccalà agrodolce in vasocottura


Ci sono ingredienti che mi piacciono più di altri.
Credo sia inevitabile.
Così, quando devo scegliere cosa acquistare cado sempre negli stessi reparti.
Il mio preferito? La pescheria. Potrei mangiare pesce tutti i giorni, senza mai stancarmi...
E ci sono pesci che adoro più di altri... Logico.

Il baccalà e lo stoccafisso sono tra i miei preferiti: polpa compatta, sapida al punto giusto e che si presta a qualsiasi preparazione, senza dover lottare con le lische, sempre un po' rognose da eliminare.

Il baccalà ha già tutto il suo sapore così com'è, appena dissalato e ammollato.
E si sposa magnificamente con sapori a lui contrastanti, come l'uvetta dolce di Corinto e i pinoli tostati.

Baccalà agrodolce in vasocottura
Ingredienti:
600 gr baccalà ammollato
30 gr pinoli
30 gr uvetta
2 cipolle piccole
vino bianco q.b.
sale
pepe
prezzemolo tritato
olio extravergine di oliva

Esecuzione:
In un piccolo tegame far stufare le cipolle con poco olio.
Sfumare con il vino e far evaporare
A parte, in un padellino, far tostare i pinoli, mentre in una ciotolina far rinvenire l'uvetta.
Nei vasi di vetro disporre le cipolle sul fondo, due tranci di baccalà(metà dei 600 gr) e cospargere con uvetta, pinoli, poco sale e pepe e un pizzico di prezzemolo grattuggiato.
Terminare con un filo di olio.
Sigillare i barattoli e metterli a cuocere a bagnomaria; dal bollore bisognerà carcolare 15/20 minuti di cottura.
Spegnere il fuoco, attendere due minuti, dopo di che togliere dalla pentola e aprire delicatamente: dal barattolo uscirà un profumo inebriante. 





Con questa ricetta partecipo al contest "La Vasocottura" de il Golosometro

Commenti

  1. Una ricetta assolutamente da provare x un'amante del pesce come me :-) Grazie e felice serata <3

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

MTChallenge e La forma dell'acqua

Quando ho letto il tema del nuovo MTChallenge (per me il primo, ma le sfide sono arrivate a quota 43!) ho pensato subito a "lui".. Alla sua serie infinita di investigazioni, racconti e al suo dialetto, a me tanto familiare..  Sì perché anche i miei nonni sono siciliani, e leggere i suoi libri, in siciliano "stretto" per me non é mai stato difficile, ma anzi, risuonavano nelle mie occhie come raccontati da un lontano parente.. Avete capito di chi parlo? Eh già, le avventure di Montalbano ed in particolare il primo libro della serie, "La forma dell'acqua" di Andrea Camilleri, é stato il primo testo letterario che mi é saltato alla mente leggendo il regolamento della nuova sfida mensile dell'MTC. E vagando con la mente nei territori siciliani ho subito scelto il mio muffin... Un omaggio alle mie origine materne e un omaggio ad un grande scrittore, Andrea Camilleri, che con i suoi libri e il dialetto di questa fantastica isola, ha po...

Croissant con gelato e granita al caffé per MTChallenge n°50

Ansia da prestazione. Sì, l'ho avuta. Perché al Giubileo dell'MTChallenge non puoi presentarti con un croissant - sì, è questa la sfida N°50, scelta da Luisa Jane, proprietaria del blog Rise of the sourdough preacher e vincitrice della scorsa sfida - che sembra uno stecchino, pallidino e mal riuscito. Devi arrivarci preparata, "studiata", trionfante con il tuo cornetto bello cicciotto, sfogliato e brunito..  Studia i tempi, compra gli ingredienti e inizia l'avventura..  Io i croissant non li avevo mai fatti, ma sono una a cui piace affrontare sfide impegnative..  Anche se questa ricetta un po' mi ha fatta sudare..  Soprattutto nel taglio della pasta, dividi a metà, stendi, misura, taglia... A me ne sono usciti 10 di croissant!  E poi prega, davanti al forno con la lucina accesa che l'effetto budino riesca.. Spennelli dolcemente e inforni.. E non sai se é abbastanza.. Apri il forno, lo richiudi.. Pensi, aspetta, osserva... Ok,...

Beignets di New Orleans

Non ho mai amato particolarmente il carnevale. Non mi è mia piaciuto travestirmi, forse perchè non mi ha mai intrigato il pensiero di fingermi altro. In realtà il carnevale è anche altro.  Il suo significato etimologico significa levare la carne, associandolo al fatto che precede l'inizio della Quaresima cattolica. Ma ciò che più mi piace dell'idea del carnevale è che in passato, durante questa festa, il servo poteva, anche se solo simbolicamente, diventare padrone. E' come fantasticare, almeno per un momento. Ciò che invece ho sempre adorato del carnevale sono i dolci, soprattutto quelli fritti. La frittura è una delle preparazioni che prediligo, chi mi conosce lo sa. E se in questo periodo ho pure la scusante allo sfrigolio nella cucina... Chi mi ferma più? Questa ricetta è la proposta di questo mese di Recake: i Beignets di New Orleans . Piccoli quadrotti di pasta lievitata, supersoffici e al sapore di limone e vaniglia. Nascono per essere ...